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Una mattina Carlos Fuguet, il figlio difficile, la pecora nera che ogni famiglia sembra dover avere, sparisce. Prende le sue cose e scompare dalla faccia della terra. Un immigrato latino, perso nell'immensità del Nord America diventa un fantasma, un nome sussurrato nei pranzi di famiglia, un telefono che squilla e nessuno che risponde, una serie di ipotesi lasciate in sospeso. Trent'anni dopo, suo nipote Alberto decide di cercarlo e inizia a rimettere assieme i tasselli della sua vita intraprendendo un viaggio fisico e psicologico che lo porterà da Santiago del Cile alle sconfinate pianure statunitensi. Alberto Fuguet mescola, somma, sottrae, gioca con la finzione e la realtà per fare di una storia familiare il suo romanzo più audace e personale. |
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"L'amore è una malattia in un mondo in cui l'unica cosa naturale è l'odio". E quando Carlos s'innamora della bellissima Mariana, madre di un suo compagno di scuola, scoppia lo scandalo. In un paese che si modernizza, si apre al mondo e al consumo di cocacola e whisky, in cui dominano la corruzione dei governanti e la segregazione sociale, non c'è posto per quella passione pura e innocente, contraria allo spirito bigotto e piccolo-borghese del tempo. José Emilio Pacheco, definito uno straordinario poeta della vita quotidiana, ripercorre con nostalgia e disincanto gli anni dell'infanzia in un'opera breve, lieve, indimenticabile. |
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A Edgard “Zurdo” Mendieta questa volta tocca un caso che sembra di facile soluzione: l’omicidio di una ballerina di lap dance. Appena giunto sul luogo del delitto scopre però che il corpo che giace tra le erbacce è quello della bellissima ragazza brasiliana Mayra Cabral de Melo, che Mendieta aveva conosciuto tempo addietro a Mazatlán. |
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A Città del Messico una giovane donna, una Emily Dickinson del XXI secolo con due figli piccoli e un marito che forse la tradisce, lotta per riconquistare un suo spazio fisico e mentale. Scrive per ricordare di quando viveva a New York e lavorava come editor di una casa editrice alla ricerca di perle dimenticate della letteratura latinoamericana. |
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Di Felisberto Hernández, Italo Calvino scrisse: “Non somiglia a nessuno: a nessuno degli europei e a nessuno dei latinoamericani, è un “irregolare” che sfugge a ogni classificazione e inquadramento ma si presenta ad apertura di pagina come inconfondibile.” |
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