Camanchaca-La-Nuova-Frontiera

libro  14,00

Camanchaca


“Quella notte ho sognato papà. Era una balena gigantesca che volava sopra Santiago. C’erano due barche cilene che lo inseguivano. La città era deserta. La balena attraversava Santiago e non la smetteva di piangere. Era una balena blu. Si dirigeva verso la cordigliera delle Ande. Hanno cominciato a lanciarle gli arpioni. Uno l’ha colpita sul fianco sinistro. La balena è caduta sulla neve, come se si fosse spiaggiata. Le hanno tirato altri arpioni. La neve rossa. Il cielo nero. La balena continuava a piangere.”

Su una strada che sembra non finire mai, da Santiago del Cile a Tacna, in Perù, un ragazzo goffo e introverso viaggia con suo padre a bordo di un vecchio pick-up per andare a curarsi i denti. Mentre il paesaggio desertico, propizio ai miraggi e alle allucinazioni, scorre dal finestrino il protagonista ricorda e domanda, interroga il padre, riflette sulle risposte della madre rimasta a Santiago, ripensa ai deliri apocalittici del nonno, vaglia le diverse versioni sulla misteriosa scomparsa dello zio Neno e della cugina. Ascolta e registra, più che parlare, e la narrazione sembra emergere dalla camanchaca – una parola intraducibile che fa riferimento a un particolare tipo di nebbia che cala improvvisa sul deserto di Atacama nascondendo ogni cosa – per lasciarci intravedere brandelli di realtà nascosta, ombre e delitti. Con la voce poetica e malinconica di un adolescente Camanchaca ci parla della fragilità delle famiglie, dei segreti, delle bugie e dei silenzi che, a volte, sono l’unico legame che le tiene insieme.

Un romanzo che colpisce in profondità: nonostante la brevità, ha la forza di un pugno ben assestato. - Publishers Weekly

Una voce inaspettata, un libro sobrio, rischioso, inquietante e sorprendente. -Alejandro Zambra
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