Pilón: Cenere in bocca

Quando lavoriamo a un libro ci capita spesso di imbatterci in riferimenti di tutti i tipi: film, canzoni, poesie, usanze, cibi, luoghi, personaggi realmente esistiti, storie.  Da un po’ di tempo abbiamo iniziato a prendere nota di questi riferimenti per condividerli con voi in una rubrica che, in omaggio a una nostra autrice del cuore, Sandra Cisneros, abbiamo deciso di chiamare Pilón*. È come se ogni libro ci regalasse sempre qualcosa in più su cui riflettere: connessioni inedite che escono dalle soglie del testo e che ci fanno alzare la testa dalle bozze e dire: “Ma lo sapevate che…?”

Ecco quindi cosa abbiamo scoperto (o riscoperto) durante la lavorazione di Cenere in bocca:

– Esiste un’isola con un nome di persona: Diego Garcia. È la più grande delle isole Chagos e si trova nell’Oceano indiano. Negli anni ’60 la sua intera popolazione indigena fu deportata per fare posto a una base aeronavale statunitense su concessione del Regno Unito.

– Questi versi di Luis Cernuda: Como los erizos, ya sabéis, los hombres un día sintieron su frío. Y quisieron compartirlo. Entonces inventaron el amor. El resultado fue, ya sabéis, como en los erizos, che a loro volta alludono al Dilemma del porcospino di Schopenhauer.

– Quando i protagonisti di Cenere in bocca arrivano in Spagna, si sentono continuamente fuori posto, sradicati, in uno stato di precarietà e di angoscia permanente. Sono alcuni dei sintomi della Sindrome di Ulisse, descritta per la prima volta nel 2002 dallo psichiatra Joseba Achòtegui.

– Nel romanzo il cibo e l’atto di mangiare assumono un significato profondamente simbolico. Ci sono continui riferimenti alla cucina messicana, tra cui il Pozole, un piatto antico, di origine preispanica, che viene consumato spesso in occasione della Festa dell’Indipendenza e che ha una storia alquanto curiosa.

– Diego, il protagonista, ama i Vampire Weekend: li ascolta a ripetizione, ne è proprio ossessionato. Il romanzo ricalca questa ossessione e contiene numerosi riferimenti ai quattro album in studio della band, alcuni espliciti (la canzone che troviamo in esergo ad esempio), altri nascosti accuratamente nel testo e che forse alcuni di voi riusciranno a scovare.

*Il Pilón è un piccolo omaggio che i commercianti messicani aggiungono nel sacchetto della spesa.

Condividi sui social
Altri articoli
Blog_Estratto-Piccoli_miracoli

Fosso della strillona

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne pubblichiamo il racconto “Fosso della strillona” tratto da Piccoli miracoli di Sandra Cisneros. La…

Pacchetti_post-quadrato

I Pacchetti!

  Sono arrivati i pacchetti, ognuno con una selezione di libri a tema, pensati per offrirti il meglio del catalogo. Perfetti da regalarsi o regalare,…