Le ortensie – La Nuova Frontiera

libro  17,00

ebook  7,99

“Non ho voluto più smuovere i ricordi, ho preferito lasciarli dormire, ma loro hanno sognato.”

Celebrato da Calvino, García Márquez, Cortázar e Onetti, Felisberto Hernández è uno scrittore irregolare che sfugge a ogni classificazione. In questa nuova raccolta è finalmente pubblicato, dopo tanti anni, Le Ortensie (1949) il suo testo più lungo e più celebre. Il protagonista, un uomo elegante che vive in una grande casa nera, nutre un’eccentrica passione per le bambole che ogni notte fa sistemare in una sorta di tableau vivant. Un giorno, temendo la morte della moglie, fa costruire una bambola a sua immagine e somiglianza, Ortensia. A poco a poco il rapporto innocente e la percezione che il protagonista ha di Ortensia si evolvono fino a giungere alle estreme conseguenze: la bambola si umanizza mentre l’uomo si fa bambola. Gli altri racconti che compongono la raccolta sono: La casa allagata, Pip, Il coccodrillo, Lucrezia, La casa nuova, L’avvelenata e Ursula.

Basta iniziare a leggere uno qualsiasi dei suoi racconti perché Felisberto sia lì, un uomo triste e povero che vive grazie a concerti di pianoforte in circoli di provincia, così com’è sempre vissuto, così come ce lo racconta fin dal primo paragrafo. Però non appena lo riconosciamo di nuovo [...], in questo riconoscimento che ha impiegato solo pochi paragrafi si insedia subito l’altro, il salto folgorante verso l’unica cosa che per lui ha importanza: lo straniamento, l’indescrivibile primo approccio con l’immediato, ovvero con tutto ciò che continuamente ignoriamo o distanziamo in nome di ciò che si chiama vivere. - Julio Cortázar
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