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Pulp/Patrizia Burra PDF Stampa E-mail

Fernando Aramburu


Proposto per la prima volta al pubblico italiano da La Nuova Frontiera, Il Trombettista dell'Utopia risalta nel panorama letterario contemporaneo come una preziosa chicca narrativa. Romanzo di nicchia, melodico e scorrevole, delicato e straripante, racchiude in 296 pagine una scala di emozioni che non si limitano a sfiorare. Ogni percezione è dapprima catturata e poi addolcita, in un impasto di tenerezza e ironia. La narrazione è talmente intensa da innalzarsi, perfetta e maestosa, in un volo altissimo con pochi e decisivi battiti d'ali. Benito Lacunza, trombettista di mestiere, nullafacente di fatto, insopportabile ganzo mantenuto dalla propria bella, ritorna al suo paese natale in Navarra per assistere il padre in agonia. La sua apparente affabilità nasconde sentimenti nobili quanto quelli di uno squalo. L'intento è di arraffare la propria parte di eredità e filarsela nuovamente a Madrid, con le tasche pesanti e l'umore ristabilito da un generoso contributo, mandato dallo stesso cielo che, spera, il padre raggiunga al più presto. Lacunza però si troverà al cospetto di inaspettati quanto sgraditi avvenimenti che cambieranno drasticamente l'andazzo della sua vita sconsiderata. Nonostante una spessa corazza di cinismo, la cui permeabilità perde efficacia di giorno in giorno, il protagonista subisce una intima e graduale metamorfosi che finalmente lo rende umano. Quest'uomo rozzo e opportunista, si trasforma in passione, in grido, in lacerazione e amore. Le fasi di questo percorso avvengono in una lenta compresenza di accenni e rintocchi, il cui timbro è a volte pregno di un umorismo dirompente, altre denso di appassionata delicatezza. Il talento dell'autore ritrae con gran efficacia un pittoresco e lucidissimo paesaggio popolato da anime alla deriva, e da una salvezza maliziosa che però li attende ai bordi del baratro. Il messaggio sotteso di Aramburu sembra suggerire quell'andare delle cose che si chiudono in un cerchio perfetto, ed il valore di quel simbolo impalpabile che, nascosto, osserva il mondo dall'alto, e sembra indirizzarne il giro. In questo romanzesco avanzare del tempo si snodano le infinite possibilità della vita, dapprima chiuse dietro al cammino dei personaggi, poi aperte, dalla loro anima, per diventare finalmente immense.