| Proiettili d'argento, Élmer Mendoza |
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Bruno Canizales, avvocato di successo e figlio di un importante politico, è ritrovato morto con la testa perforata da una pallottola d'argento. La pressione dei media e della politica si fa subito asfissiante e il cellulare di Mendieta non smette mai di suonare: i superiori gli chiedono notizie dell'indagine e lo informano dei continui ritrovamenti di nuovi cadaveri.
Chi c'è dietro a questo omicidio e a quelli che stanno insanguinando il paese? I narcos? La politica corrotta che si prepara a una resa dei conti? O i membri della stravagante setta della Piccola Fratellanza Universale a cui lo stesso Canizales apparteneva? Élmer Mendoza nasce a Culiacán, Messico, nel 1949. Professore dell'università di Sinaloa è uno dei più attivi intellettuali del suo Paese. Tra il 1978 e il 1995 pubblica cinque raccolte di racconti e due reportage letterari. Nel 1999 esce il suo primo romanzo, Un asesino solitario, che viene subito elogiato dalla critica e ha reso Mendoza "il primo scrittore che ricostruisce con efficacia l'effetto della cultura del narcotraffico sul Messico". Pochi anni dopo pubblica El amante de Janis Joplin, vincitore del XVII premio Nacional de Literatura, e Efecto Tequila, finalista del premio Dashiell Hammett. Nel 2006 esce il suo quarto romanzo, Cóbraselo caro. Proiettili d'argento, vincitore della terza edizione del premio Tusquets, è il suo primo libro tradotto in italiano. Traduzione dallo spagnolo (Messico) di Pino Cacucci / ISBN 978-88-8373-138-9 / Formato 14,5x21 / Pp 271 / Euro 17,00 |