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Home Rassegna stampa Via delle Camelie Il Messaggero / Rita Sala
Il Messaggero / Rita Sala PDF Stampa E-mail
«Mi lasciarono in via delle Camelie, vicino al cancello di un giardino, e il vigilante mi trovò la mattina dopo». Basterebbe questo incipit a spingere chiunque verso il prosieguo del racconto. Basterebbe l'alito segreto della frase, assieme al profumo (evocato) del fiore di Marguerite Gauthier, per costringere l'immaginazione aproseguire il percorso.            
Via delle Camelie (laNuovafrontiera, 202 pagine, 15 euro) è un romanzo di Mercè Rodoreda, la penna femminile più avvincente della narrativa catalana, autrice di un capolavoro come La piazza del diamante e qui impegnata a coinvolgerci nell'avventura di una trovatella. Cecilia, infante, porta il nome scritto su un biglietto, e il biglietto è appuntato sul bavaglino che qualcuno le ha annodato al collo prima di deporla davanti a un giardino, in via delle Camelie. Raccolta e cresciuta da una coppia un po' asfissiante, cercherà per le strade e nelle piazze della Barcellona degli anni Quaranta la propria identità, le proprie radici. Credendo, amando, rischiando. Il filo d'Arianna che la guida, nel labirinto della città catalana, è un lontano, immotivabile odor di tiglio...
La Rodoreda (1908 - 1983), scrive meravigliosamente bene. Il suo fuoco trattenuto, la sua capascità di sintesi mai dimenticano quanto sia importante dar polpa e sangue al narrare. Con semplicità regala il sapore della vita vera alle figure e alle situazioni, nonché modernità assoluta alla letteratura che le esprime. Popolare e nobile, altera e solidale. Via delle Camelie: un libro breve, corsaro, da non perdere.