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Per grazia del Cielo, gli orizzonti della letteratura sono talmente sconfinati da giustificare la nostra ignoranza. Ogni lacuna è comprensibile, ma quando si parla di Argentina (matrona autorevole della narrativa mondiale) e di un autore assolutamente italiano che in Argentina vive, opera ed è, tra l'altro, premiato ed amato, cadere dalle nuvole ci fa sentire davvero un po' allocchi. Per rimediare, accorre in soccorso la coraggiosa e piccolissima casa editrice La Nuova Frontiera di Roma, che dal 2000 importa sui nostri scaffali romanzi di lingua spagnola, catalana e portoghese (dal Sud America all'Angola, fino a arrivare in Capo Verde) e che oggi, con "Il sacrificio di Giuseppe", torna a proporci il nome di Antonio Dal Masetto, irregolare della letteratura, italiano d.o.c. emigrato da anni e misteriosamente, pervicacemente ignorato dagli editori patri. Ecco perciò un assaggio gustoso, un antipasto consistente in un romanzo fresco, pervaso d'ironia, sul desiderio, la meschinità, le piccolezze e le glorie dell'universo di paese. Un misero scandalo sessuale è la scintilla che fa esplodere una commedia degli equivoci in cui si affrontano beghine, squadre di calcio, monache, amanti, animalisti, membri di quell'umanità piccina in cerca spasmodica di shock, che si diverte a dar consigli «se non può più dare il cattivo esempio». E questa la turba di cui Dal Masetto tirai fili, con un'ironia, una gentilissima sapienza stilistica di cui peccato, a questo punto, sarebbe non approfittare.
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