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Panorama/Sandra Petrignani |
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Colombetta, popolana gentile
Ampiamente tradotta in anni di femminismo, Mercé Rodoreda (1908 1983), molto amata nei paesi di lingua spagnola, stenta a imporsi in Italia. Vediamo se, complice il centenario della nascita, appena celebrato (in ottobre), e la ristampa del suo romanzo più entusiasmante, La piazza del Diamante, riuscirà finalmente a ricevere l'attenzione che merita. La traduzione di Giuseppe Tavani è splendida e fa giustizia di certi appesantimenti che il romanzo aveva in una precedente proposta della Bollati Boringhieri: per una non felice fedeltà all'originale catalano si rallentava il ritmo, che nella prosa di Rodoreda è tutto. Un ritmo che è canto, cinguettio, un modo festoso e innocente di raccontare una vita. Quella della protagonista, Colombetta, gentile popolana innamorata e travolta dal dispotico piglio seduttivamente machista del marito. «Romanzo d'amore» lo definiva modestamente l'autrice. È molto di più: «Il romanzo più bello che sia stato pubblicato in Spagna dopo la guerra civile», parola di Gabriel García Márquez.
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