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Élmer Mendoza, Proiettili d'argento

In libreria il 24 Marzo

Sala d'attesa. La modernità di una città si misura dal fragore delle armi per le strade, rifletteva il detective sorpreso per l'insolita considerazione, che ne sapeva lui di modernità, postmodernità o patrimonio intangibile? Niente. Sono un povero cerbiatto che vive sui monti. Vedere il terapeuta lo rendeva nervoso e ammazzava il tempo elucubrando su tutto, tranne su ciò che avrebbe dovuto affrontare. Come si massacra la gente a Parigi, a Berlino o alle isole Fiji? Da una porta color ocra verniciata grossolanamente, spuntò una ragazza scarmigliata con la faccia che sembrava una maschera di bellezza. Senza salutare, sparì giù per le scale.
Entrò. Lo studio puzzava di fumo a tal punto da togliere la voglia di fumare. Il terapeuta, dopo aver gettato un'occhiata al taccuino, andò subito al sodo:
Mi sorprende il basso profilo del tuo istinto di conservazione, com'è possibile che non hai neppure provato a opporti?
E lei sarebbe stato capace di dire di no? Be', io no. Ero un bambino e non potevo uscire fuori strillando, non ce l'ho fatta. Lei crede forse che un moccioso di nove anni possa reagire quando si ritrova ormai ridotto a un fantoccio spaventato? Io no. Non ho avuto il coraggio, ero paralizzato, un burattino inanimato. E per quanto lei insista, non riesco a superare la mia condizione di persona che ha subito abusi. Ci rifletto su, rimugino, e niente, non riesco ad accettarlo come se fosse stata una semplice pacca sulla spalla.
Era il punto di rottura e in poco meno di due anni tornava ad affrontarlo parlando di odori, suoni, luce opaca.
Odio la musica di Pedro Infante.
Questo non me lo avevi mai raccontato, il dottor Parra accese un'altra sigaretta, perché a lui piaceva?
Non ascoltava altro e mi faceva anche vedere tutti i suoi film; ne parlava con lo stesso gusto di chi assapora l'ultima birra a fine partita. Un paio di volte, prima che succedesse, mi portò al cinema; mi divertii; adesso quel ricordo mi fa male.
Ti comprava i popcorn?
No, o comunque me lo sono scordato, dovrei ricordare anche questo, fa parte del patto degenerato di cui mi parlava l'altra volta?
Non necessariamente, i popcorn fanno parte della memoria permanente, generalmente innocua; tuttavia, in questo caso, vista l'origine, potrebbero essere un elemento presente nel sacco della spazzatura, nello spazio intossicato, in tutto ciò che rende un soggetto estraneo alla propria storia personale.
Il detective posò lo sguardo sulla libreria alla sua destra.
Ricorda perché ho deciso di fare il poliziotto?
Più o meno.
Be', sono sempre più sicuro del perché ho scelto questo mestiere.
Rinfrescami la memoria.
Da bambino volevo farmi prete, e fece una lunga pausa, Parra prese appunti sul taccuino, Enrique si era messo in testa di fare il pompiere, l'aviatore, il sommozzatore, tutto quello che piace ai bambini; io no, il mio desiderio era diventare un missionario in Africa, o qualcosa del genere, pausa, e guardi come sono finito.
Non ti va tanto male.
Ma neanche tanto bene e non credo, come dice lei, che sono diventato poliziotto per proteggere i deboli e fare giustizia; volevo solo guadagnare denaro facile e andarmene da qui il prima possibile.
Eppure sei rimasto.
Ci si abitua a tutto.
E ti sei inimicato quelli che avrebbero potuto farti arricchire in fretta.
Che ci vogliamo fare, la vita è una lotteria.

Traduzione dallo spagnolo (Messico) Pino Cacucci / ISBN 978-88-8373-138-9 / Euro 17,00/ Liberamente 35